Terremoto Napoli: nella notte la scossa più forte da 40 anni
Nel corso della notte del 27 settembre 2023 è stata registrata a Napoli la scossa di terremoto più forte degli ultimi 40 anni.
Lo sciame sismico in atto presso i Campi Flegrei non si ferma, e stavolta l’avvertimento è stato percepito chiaramente anche in diversi quartieri della città di Napoli.
Secondo l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), alle ore 3:35 della scorsa notte si è verificata la scossa di terremoto più forte degli ultimi 40 anni, e il pensiero non può che andare al Vesuvio.
La scossa avvenuta la scorsa notte presso i Campi Flegrei, percepita anche in diversi quartieri di Napoli, è stata nettamente più intensa di quelle avvertite nella sera di martedì: una di magnitudo 2.0 alle ore 23:36 e l’altra di magnitudo 2.2 alle ore 22:49.
Sin dalla mattina di martedì, in realtà, a partire dalle 5 del mattino, si sono susseguiti circa 60 eventi di intensità inferiore che hanno preceduto la scossa di questa notte (magnitudo 4.2), la più forte degli ultimi 40 anni.
Attualmente non sono stati segnalati dalla Protezione Civile particolari danni a cose o persone, ma numerosi cittadini sono stati svegliati nel cuore della notte dalla paurosa scossa, preceduta da un forte boato. In molti sono inoltre scesi in strada dopo aver visto tremare la propria abitazione.
Secondo gli scienziati, lo sciame sismico che si sta attualmente verificando nella zona di Napoli si inquadra nella dinamica bradisismica, caratterizzata da periodici abbassamenti e innalzamenti del suolo.
È stato registrato in particolare un continuo movimento del suolo, con una leggera intensificazione della velocità di sollevamento che non accenna ad arrestarsi.
È opportuno specificare che il fenomeno del bradisismo caratterizza la zona dei Campi Flegrei da sempre, per via del “respiro vulcanico” prodotto periodicamente dal Vesuvio, e non deve significare per forza l’arrivo di un’eruzione imminente.
Bisogna chiarire anche però che le scosse dovute alle cosiddette “crisi bradisismiche” sono in grado di comportare notevoli danni, anche senza eruzioni vulcaniche.
